LA RIABILITAZIONE EQUESTRE CON PAZIENTI PSICOTICI

LA RIABILITAZIONE EQUESTRE CON PAZIENTI PSICOTICI

Da qualche mese in libreria, edito da ARACNE, il libro di Stefania Cerino, con la collaborazione di Francesca Cirulli e Daniele Gagliardi, “LA RIABILITAZIONE EQUESTRE CON PAZIENTI PSICOTICI”.

Di seguito la presentazione del libro scritta da Amato Amati, Professore Ordinario di Psichiatria e già Preside della Facoltà di Medicine e Chirurgia dell’Università della Magna Graecia.

PRESENTAZIONE
Ho aderito con piacere alla richiesta di Stefania Cerino di presentare questo volume, nel quale la riabilitazione equestre in psichiatria è affrontata e valutata sotto molteplici prospettive, accomunate dal desiderio di farne conoscere le potenzialità. Sono lieto di poter testimoniare il mio apprezzamento a tutti i Coautori per i qualificati contributi ed in particolare a Stefania, che ho visto muovere con entusiasmo i suoi primi passi in psichiatria ed ho ritrovato, con solida esperienza clinica, convinta assertrice della riabilitazione mediata da essere vivente ed impegnata, con capacità e determinazione, a superare ostacoli non indifferenti per far riconoscere la validità dell’iniziativa e stimolare l’aggregazione di una rete collaborativa. Slip Calvin Klein Outlet Merita di essere ricordato che, partendo da esperienze pioneristiche, iniziate con entusiasmo e speranza, il gruppo è riuscito a trasformare la passione e le osservazioni empiriche in un valido programma di ricerca. La collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità, in particolare con il gruppo del Dipartimento di Biologia Cellulare e Neuroscienze, coordinato da Francesca Cirulli e composto da Alessandra Berry, Marta Borgi e Nadia Francia, ha avuto un ruolo determinante nello sviluppo del protocollo di ricerca rispondente a criteri scientifici accreditati e nell’analisi statistica dei risultati, validati e pubblicati attraverso gli studi pilota di valutazione della metodica.
E’ la storia esemplare di come da generici risultati incoraggianti di un confronto empirico prima-dopo si sia giunti a strutturare un percorso codificato e riproducibile. Sono state così documentate la capacità della metodica riabilitativa di introdurre cambiamenti positivi attraverso il monitoraggio di alcune variabili clinico-comportamentali che abitualmente sono assunte come indicatori negli studi di efficacia. L’attenzione e la sensibilità verso il paziente psichiatrico sono presenti in tutti i contributi così come la passione equestre, in cui affonda le radici il desiderio di sostenere e diffondere la procedura.
L’impegno che ciascuno vi ha profuso ha dato corpo al genuino “stupore” iniziale rispetto alle possibilità di recupero che la tecnica può riattivare nell’intervento riabilitativo precoce. Il cuore del volume raccoglie evidenze documentate sull’efficacia della riabilitazione equestre in psichiatria e focalizza le prospettive di sviluppo su obiettivi mirati del rapporto finalizzato con l’essere vivente. Calvin Klein Underwear Baratos Il fulcro operativo sembra essere proprio l’interazione non mediata dal disturbo psichico che si sviluppa tra la persona ed il cavallo. Al di là della metodologia e dei risultati, l’intervento si caratterizza proprio per questa speciale “collaborazione” interattiva, che ha reso praticabile il programma riabilitativo anche da parte di soggetti con severi disturbi psichiatrici sotto controllo farmacologico ed ha documentato la ri-attivazione di persone opacate dall’inerzia psicobiologica, che si erano largamente auto-accantonate. Mi è stato riferito che molti partecipanti, al termine del percorso riabilitativo, hanno espresso il desiderio di continuare. Boxer Calvin Klein Hombre Questo proiettarsi nel futuro di soggetti psicotici, a partire da un’esperienza del tutto “nuova”, appare come un dato molto promettente che meriti approfondimento sistematico, anche nel tentativo di individuare eventuali sottogruppi di pazienti. Infatti, esso sembra richiamare ulteriormente l’attenzione sul possibile ruolo svolto del mediatore interattivo, ma non competitivo né giudicante, nel mettere in moto una trama emotivo-affettiva essenziale ed al tempo stesso multipla e differenziata. Ciò potrebbe evidenziare un intrinseco valore etico nell’intervento riabilitativo equestre, perché esso sembra
possedere la capacità di stimolare le risorse recondite del soggetto e di contribuire a limitare i danni della severità dei disturbi psicotici, in esistenze coartate, se non scompaginate dalla psicopatologia . Anzi, sembrerebbe stimolare i partecipanti a riagganciarsi in qualche modo a passaggi di sviluppo personale, in grado di contrastare l’isolamento ed il distacco. Forse è azzardato dirlo, ma è come se, attraverso questa esperienza, si fossero aperti spiragli inattesi verso possibili percorsi di costruzione di una identità meno profondamente segnata dalla patologia.
Si potrà dire che, per i costi e per le peculiarità organizzative, l’iniziativa sia destinata a restare elitaria, limitata ad un numero esiguo di soggetti con storia di esordio recente, ed è anche possibile che all’inizio siano stati reclutati prevalentemente soggetti “con risorse migliori”. Ma è anche vero che, se nella fase sperimentale, sia stato necessario definire il profilo di eligibilità all’accesso, ci sia da attendersi che, una volta verificata l’affidabilità del metodo anche rispetto a controlli, sia pensabile replicare lo studio arruolando soggetti “consecutivi” per poterlo tarare verso bisogni più diffusi.


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